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Cambio Cognome e Nome: 13 regole pratiche

Stai cercando una guida sul cambio cognome o cambio nome?

Sono circa 1.500 le istanze presentate ogni anno al Prefetto. Il loro numero è destinato ad aumentare fino al 250% dopo la sentenza della Corte Costituzionale di aprile 2022 che ha dichiarato illegittimo l’automatica attribuzione del cognome del padre ai figli. Ma di questa sentenza ti parlerò dopo.

La procedura da seguire è semplice e poco costosa. Si potrebbe anche fare istanza autonomamente, senza l’assistenza di un avvocato.

Tuttavia, anche se è facile fare istanza al Prefetto da soli, è molto difficile ottenere dal Prefetto il cambio cognome o nome:

  • Il 90% delle richieste di cambio cognome e il 93% delle richieste di cambio nome sono rigettate dal Prefetto
  • Se l’istanza è rigettata dal Prefetto, non puoi presentarla una seconda volta. L’unico rimedio sarà un ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) entro 60 giorni. Per farlo, in questo caso, è necessaria l’assistenza di un avvocato, con un costo medio di 1.400 euro

Il consiglio è quello di presentare un’istanza al Prefetto ben motivata e documentata, già con l’assistenza legale di un professionista specializzato. Altrimenti, rischi di spendere molto di più, anziché risparmiare.

Sono l’avvocato Gianluca Piemonte è ho presentato moltissime istanze ai Prefetti di tutta Italia per il cambio nome e cognome. In questo articolo ti fornirò tutte le informazioni pratiche su come cambiare nome o cognome.

Iniziamo da qualche premessa, molto utile per comprendere bene di cosa stiamo parlando.

1 – Sul diritto al cambio nome e cognome

 

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La possibilità di cambiare i propri dati anagrafici (nome o cognome), è un interesse legittimo e non un diritto soggettivo. Questo significa che tale possibilità di cambiare è sottoposta alla decisione discrezionale della Pubblica Amministrazione (cioè del singolo impiegato dell’ufficio della Prefettura).

La rettificazione dei dati anagrafici può essere accolta dal Prefetto se è:

  • meritevole di tutela
  • non è contrastante con il pubblico interesse alla stabilità e certezza degli elementi identificativi della persona

2 – Presupposti per cambio cognome e Cambio nome

I presupposti per poter chiedere al Prefetto l’autorizzazione al cambio cognome o cambio nome sono:

  • cittadinanza italiana. Per cui gli stranieri senza cittadinanza non possono fare richiesta, ma è prevista una particolare procedura che spiego più sotto
  • maggiore età del richiedente. Per cui per un minorenne l’istanza deve essere presentata da entrambi i genitori. Ma per i minorenni ne parlerò più ampiamente dopo
  • eccezionalità, validità, rilevanza e serietà dei motivi, in base a una valutazione oggettiva. Proprio la mancanza dei motivi e della loro spiegazione sono la causa più frequente di rigetto dell’istanza al Prefetto
  • motivazione supportata da adeguata documentazione
  • rispetto della procedura

Non è possibile, in nessun caso, chiedere l’attribuzione di un cognome:

  • di importanza storica (ad esempio Giolitti)
  • che può indurre in errore e far credere di appartenere a famiglie illustri o note nel luogo in cui si trova l’atto di nascita del richiedente o nel luogo di sua residenza (ad esempio il cognome di uno storico notaio, nobile o farmacista della propria città)

3 – Cosa si può chiedere al Prefetto

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Con l’istanza al Prefetto si può chiedere:

  • Cambio cognome, per sostituirlo completamente (da Vitali a Levante), solitamente per padre assente o indegno o condannato. Ma anche per altri motivi particolari ben giustificati. Oppure per modificarlo/correggerlo (da Vitali a Vitale)
  • Cambio nome, per sostituirlo completamente (da Assunta a Valentina) o modificarlo/correggerlo (da Ilary a Ilaria)
  • Aggiunta cognome (c.d. doppio cognome), solitamente aggiunta cognome madre al figlio o di altre persone (nonno, zio, cugino, patrigno, compagno della madre, ecc.)
  • Cambiare cognome da paterno a materno
  • Aggiunta nome (fino a un massimo di 3), separati dalla virgola oppure no. Infatti, se 2 nomi sono separati dalla virgola (Pietro, Paolo), nei certificati e nei documenti di riconoscimento comparirà solo il primo (ma si potranno utilizzare entrambi). Se, invece, 2 nomi non sono separati dalla virgola, nei certificati e nei documenti di riconoscimento devono essere usati entrambi (anche per firmare)
  • Eliminazione della virgola per chi ha più di un nome, solitamente per risolvere problemi burocratici
  • Aggiunta della virgola per chi ha più di un nome, per semplificare la propria anagrafica

3 – Motivi per cambio cognome e nome

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I motivi per cui si può presentare l’istanza sono:

  • cognome o nome ridicolo (in Italia sono tanti, come Troia, che deriva da una località in Puglia; Piscione, che deriva da una variazione di “pesce grande”; Vacca, Stagnone, ecc.)
  • cognome o nome vergognoso (ad esempio perché il cognome è legato a un noto fatto di cronaca nera)
  • cognome o nome che rivela l’origine naturale (Trovato per chi era stato abbandonato o casi simili). Ciò era frequente in passato per i bambini orfani o ritrovati, ma si registrano casi anche di recente
  • cognome in via di estinzione, in cui bisogna allegare all’istanza un albero genealogico con autocertificazione. Generalmente, però, le Prefetture non accettano i casi di cognomi già estinti da 30/40 anni, ma è sempre possibile il ricorso al TAR
  • questioni religiose, perché ci si è convertiti ad una nuova chiesa o religione
  • per casi eccezionali, in cui vi è la necessità di rettificare i dati anagrafici

4 – Esempi pratici

Adesso che hai letto gli aspetti principali, ti parlo di esempi pratici di persone che hanno ricevuto la mia assistenza legale per ottenere il cambio nome, cambio cognome o l’aggiunta del cognome.

Aggiungere cognome materno

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L’aggiunta del cognome materno è richiesto dal 60% delle persone che si rivolgono a me per l’assistenza legale.

I motivi per chiedere di aggiungere il cognome della madre sono diversi:

  • affettivi
  • economici
  • morali
  • gratitudine
  • padre assente, “indegno” o che ha abbandonato figlio

Per farti capire meglio, voglio parlarti del caso di Chiara da Roma. Ha avuto il cognome del padre fin dalla nascita (nel momento in cui mi ha contattato aveva 26 anni). Il suo desiderio era quello di aggiungere il cognome della madre, con la quale ha avuto un particolare legame affettivo. Tuttavia, non voleva eliminare il cognome del padre, perché ormai è conosciuta in società con quel cognome da diverso tempo (26 anni, appunto). Abbiamo presentato alla Prefettura di Roma una particolare richiesta di aggiunta del cognome paterno, con opportune citazioni giurisprudenziali, allegato le necessarie dichiarazioni di assenso e le dichiarazioni testimoniali più utili. L’istanza è stata ben argomentata, per evitare che qualche pubblico impiegato potesse rigettarla senza motivo. Dopo qualche mese, Chiara è riuscita a ottenere l’aggiunta del cognome della madre e cambiato tutti i documenti.

L’aggiunta del cognome materno è possibile:

  • al momento della nascita. Ma entrambi i genitori devono presentarsi all’Ufficiale di stato civile del Comune per dichiarare/registrare il figlio appena nato. In alcuni ospedali, c’è un apposito ufficio nascite, per cui non bisogna andare al Comune. Serve necessariamente il consenso del padre. Non è necessario fare istanza al Prefetto. La sequenza sarà: “nome”, “cognome paterno” e “cognome materno”
  • al momento dell’adozione, in base all’art. 299 codice civile
  • negli altri casi, con istanza al Prefetto. Sarà quindi necessario seguire le istruzioni che trovi in questa pagina

La procedura per aggiungere il cognome materno è stata modificata da 2 importanti decisioni degli ultimi anni:

  1. Con la sentenza della Corte Costituzionale n. 286 del 21 dicembre 2016, era possibile aggiungere il cognome materno a quello paterno, ma solo in questo ordine: cognome padre + cognome madre. Per i minorenni, però, era necessario il consenso di entrambi i genitori
  2. Con la sentenza della Corte Costituzionale di aprile 2022, invece, è stata dichiarata l’incostituzionalità di tutte le norme che attribuiscono automaticamente il cognome del padre. Per cui è possibile attribuire il cognome di entrambi i genitori nell’ordine dai medesimi concordato, salvo che essi decidano, di comune accordo, di attribuire soltanto il cognome di uno dei due.

APPROFONDIMENTI: se vuoi leggere la guida completa, puoi leggere il mio articolo Come aggiungere cognome materno?Ecco 5 modi

Cambio cognome padre assente

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Il cambio cognome paterno è possibile se hai avuto un padre che:

  • è stato assente
  • ti maltrattava
  • ti ha abbandonato
  • ha perso la potestà genitoriale
  • o per altri specifici ed eccezionali motivi

Sono molte le persone e soprattutto i ragazzi adesso maggiorenni che mi contattato per questa casistica. Si tratta soprattutto di persone che non hanno nessun legame affettivo con il padre e voglio tagliare completamente ogni rapporto, per iniziare una nuova vita.

Per esempio, è stato il caso di Eleonora T. che ha voluto cambiare il cognome da paterno a materno perché suo padre l’aveva abbandonata quando era piccola. La madre le diceva di aspettare i 18 anni prima di prendere una decisione definitiva. Infatti, Eleonora, mi ha contattato lo stesso giorno che è diventata maggiorenne per avviare la pratica di cambio cognome paterno.

Cambio nome e cognome di minorenni

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Per i minorenni, la richiesta del cambio cognome o cambio nome deve necessariamente essere presentata dai genitori. Sono infatti i genitori dei minori che esercitano la potestà genitoriale.

NON è quindi richiesta l’autorizzazione del Giudice tutelare. La domanda deve essere presentata al Prefetto e NON al Tribunale per i minorenni.

Alla istanza bisogna allegare anche il documento di riconoscimento di entrambi i genitori.

Il cambio cognome del padre maggiorenne comporta in automatico il cambio cognome del figlio minorenne (ma è necessario il consenso della madre).

Cambio cognome stranieri in Italia

Tutto quello che hai letto in questo articolo riguarda i cittadini italiani.

I cittadini stranieri residenti in Italia, invece, devono seguire questo iter:

  • cambiare nome o cognome in base alla legge del loro paese
  • chiedere al consolato di appartenenza un’attestazione per dimostrare che la vecchia e la nuova identità corrispondono alla stessa persona
  • presentare l’istanza al Comune di residenza (e non al Prefetto)

In sostanza, i cittadini stranieri potranno chiedere la rettifica di:

  • dati di nascita: prenome, cognome, luogo o data di nascita, paternità, maternità
  • dati di stato civile: celibe/nubile, matrimonio, unione civile, divorzio, vedovanza
  • cognome, per le donne coniugate oppure divorziate

APPROFONDIMENTO Puoi vedere l’esempio di un Comune italiano sull’iter per il cambio cognome stranieri in Italia.

Cambio cognome e nome dopo acquisto cittadinanza italiana

Sono tantissimi i casi di persone che hanno subìto una modifica del cognome o del nome dopo aver acquisito la cittadinanza italiana. In molti casi, si tratta di un vero e proprio errore di trascrizione (ad esempio “Smith” in “Smit”).

In questo caso, la procedura da seguire è questa:

  • aver già prestato giuramento e aver già ottenuto la trascrizione dell’atto di nascita nel Comune di residenza
  • presentare istanza al Prefetto (con le istruzioni presenti in questa pagina)
  • allegare all’istanza una dichiarazione sostitutiva

Aggiungere cognome paterno a quello materno

I figli nati fuori dal matrimonio possono acquisire il cognome:

  • della madre, se l’ha riconosciuto lei sola per prima
  • del padre, se è riconosciuto congiuntamente da padre e madre

Per aggiungere il cognome paterno, è però necessario il previo riconoscimento della paternità:

  • prima della nascita, se c’è il consenso della madre
  • durante la nascita, se c’è il consenso della madre
  • dopo la nascita, se c’è il consenso della madre qualora il figlio ha meno di 14 anni; oppure se c’è il consenso del figlio stesso se ha più di 14 anni. In mancanza di consenso della madre o del figlio, il padre deve richiedere il riconoscimento giudiziale della paternità

Inoltre, la procedura per l’aggiunta del cognome del padre:

  • per i minorenni, va effettuata al tribunale ordinario
  • per i maggiorenni, va effettuata alla Prefettura. La procedura è quella che trovi spiegata in questo articolo più sotto.

APPROFONDIMENTO: Se vuoi chiedere l’aggiunta del cognome del padre puoi leggere l’altro mio articolo Come aggiungere il cognome paterno? Guida completa

Cambio cognome per motivi religiosi

Per motivo religioso è possibile cambiare il proprio cognome. Si può fare per l’appartenenza a qualsiasi religione.

Oltre ai documenti richiesti per altri casi, è necessario produrre un’attestazione che dimostri l’appartenenza o la conversione ad una nuova chiesa o religione.

Se l’attestazione non è in italiano, deve essere tradotta e legalizzata.

5 – Come presentare istanza per cambio cognome o cambio nome

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Passiamo adesso a descrivere la procedura dal punto di vista pratico.

La procedura per chiedere al Prefetto il cambio cognome, l’aggiunta cognome o il cambio nome è espressamente prevista dal DPR n. 396 del 2000, artt. 89-94, così come modificato dal DPR n. 54 del 2012

L’istanza per cambio cognome o cambio nome si presenta al Prefetto della provincia del luogo di residenza o di quello nella cui circoscrizione è situato l’ufficio dello stato civile dove si trova l’atto di nascita al quale la richiesta si riferisce.

Può essere presentata:

  • a mani in Prefettura. In questo caso deve essere sottoscritta dal richiedente in presenza del dipendente che è addetto a riceverla
  • con lettera raccomandata AR. Devi allegare fotocopia del documento di riconoscimento in corso di validità
  • con PEC (posta elettronica certificata). Ma è possibile solo se la casella pec è intestata a te o al tuo avvocato. Anche in questo caso devi allegare fotocopia del documento di riconoscimento in corso di validità

Qui puoi trovare un elenco delle Prefetture in Italia

Per i minori, ne parlerò più ampiamente sotto.

Per i cittadini italiani residenti all’estero, l’istanza deve essere inoltrate per il tramite dell’autorità consolare al Prefetto del luogo di ultima residenza in Italia e cioè del comune di iscrizione all’AIRE.

Se il richiedente non ha mai avuto residenza in Italia perché nato all’estero, competente a provvedere sulla istanza sarà ugualmente il Prefetto della provincia in cui si trova il comune di iscrizione all’AIRE.

6 – Istruttoria

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L’istanza è presa in carico dall’ufficio del Prefetto “cambio nome e cognome”, il quale avvia l’istruttoria e assume le informazioni necessarie.

In questa fase, la procedura può prendere 2 strade:

  1. se il responsabile del procedimento alla Prefettura ritiene che vi siano motivi ostativi all’accoglimento, effettua una comunicazione ai sensi dell’art. 10-bis legge 241/90. Con questa comunicazione, ti vengono assegnati 10 giorni di tempo per osservazioni e integrazione di documenti. Al termine di questa fase, vi può essere rigetto oppure si passa al punto 2
  2. l’istanza è presa in considerazione (ma non significa che è ancora accolta)

Talvolta, il primo contatto è anche telefonico o via mail. Altrimenti verrà inviata una raccomandata all’indirizzo di residenza ai sensi dell’art. 10-bis.

7 – Rigetto

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Il Prefetto rigetta l’istanza di cambio cognome o nome se ritiene che non sia meritevole di accoglimento. Si tratta di una decisione discrezionale.

In caso di rigetto, il provvedimento del Prefetto deve contente motivi:

  • specifici
  • congrui

Se il rigetto segue la fase avviata con l’art. 10-bis legge 241/90, il provvedimento di rigetto deve necessariamente motivare sulle osservazioni presentate e i documenti integrativi forniti.

Molti pensano che, in caso di rigetto, sia possibile presentare un’altra istanza dopo qualche mese o anno. In particolare, pensano che sia gratuito farlo oppure basti pagare un’altra marca da bollo da 16 euro.

In realtà, per molti anni l’ufficio conserverà il fascicolo e conoscerà il precedente esito della procedura. A meno che, non si voglia aspettare 10-15 anni, prima di ripresentare la prossima istanza…

In caso di rigetto, l’unica possibilità rimanente è quella di fare ricorso al TAR entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento conclusivo. Questo è il motivo principale per cui è consigliabile presentare già l’istanza al Prefetto con l’assistenza di un avvocato.

8 – Istanza in considerazione

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Se, invece, la richiesta merita di essere presa in considerazione, il richiedente è autorizzato con decreto del Prefetto a far affiggere all’albo pretorio del Comune di nascita e del Comune di residenza attuale un avviso contenente il sunto della domanda.

Questo non significa che la domanda è stata già accolta, ma c’è un iter burocratico ulteriore da seguire.

Affissione al Comune

L’affissione deve:

  • avere la durata di 30 giorni consecutivi
  • risultare dalla relazione del responsabile fatta in calce all’avviso

Ma ci sono dei casi particolari:

  • Se l’interessato è nato e residente all’estero, l’affissione deve essere effettuata solo all’albo dell’ufficio consolare nella cui circoscrizione il richiedente risiede
  • Se l’interessato è residente all’estero, ma nato in Italia, l’affissione deve essere effettuata oltre che all’albo dell’ufficio consolare, anche all’albo pretorio del comune di nascita
  • Se l’interessato è nato all’estero, ma residente in Italia, l’affissione deve essere effettuata solo all’albo pretorio del comune italiano di residenza

Il decreto con cui si autorizza l’affissione, può inoltre prescrivere che il richiedente notifichi a determinate persone il sunto della domanda (ad esempio al padre, se avevi chiesto di cambiare il cognome paterno).

Opposizione

Chiunque pensa di avere interesse, può fare opposizione alla domanda entro 30 giorni dalla data dell’ultima affissione o notificazione. L’opposizione si propone con atto notificato al Prefetto, che è quindi incaricato di rivalutare la pratica.

Il più delle volte, l’opposizione è fatta da un parente con l’assistenza di un avvocato. Questo è un altro motivo per cui è sempre bene rivolgersi anche a un proprio legale di fiducia che possa difenderti contro l’opposizione fatta.

Se il Prefetto ritiene valida e fondata l’opposizione, può rigettare l’istanza di cambio nome o cognome.

Ecco perché l’iter delle affissioni non può ancora dare la certezza che l’istanza verrà accolta.

9 – Decreto concessione

Dopo che è trascorso il temine di 30 giorni senza che sia proposta opposizione:

  • il richiedente deve presentare alla Prefettura la relazione che attesta di aver eseguito l’affissione per 30 giorni
  • se era stato prescritto di eseguire notificazioni a persone interessate, il richiedente deve presentare alla Prefettura anche gli avvisi di ricevimento delle raccomandate spedite

Il Prefetto controlla che le affissioni siano state eseguite regolarmente e verifica le eventuali opposizioni fatte.

Infine, il Prefetto emana il decreto di concessione al cambiamento del cognome o nome. Al decreto deve essere applicata una marca da bollo da 16 euro.

Il decreto di concessione al cambiamento cognome e nome deve essere notificato dal richiedente agli opponenti con lettera raccomandata A/R (solo nei casi in cui era stata fatta opposizione).

10 – Conseguenze della rettificazione anagrafica

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Il cambio anagrafico del nome o del cognome comporta una serie di conseguenze burocratiche.

Cosa significa questo?

Innanzitutto il decreto che autorizza la modifica del nome o cognome deve essere trascritto e annotato presso gli Uffici di stato civile del Comune di residenza (a cura della persona interessata).

L’annotazione avviene, su richiesta degli interessati:

  • nell’atto di nascita
  • nell’atto di matrimonio
  • negli atti di nascita di coloro che ne hanno derivato il cognome

Se il Comune di residenza è diverso dal Comune di nascita o del matrimonio, allora l’Ufficiale dello Stato Civile deve avvisare subito del cambiamento l’Ufficiale dello Stato Civile del luogo della nascita o del matrimonio. A loro volta, gli Ufficiali dello stato civile del Comune di nascita o del matrimonio devono anche rettificare gli atti.

11 – Documenti da rifare per cambio cognome o nome

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Dopo il cambio nome o cognome è necessario cambiare tutti i documenti:

  • Carta di identità (da richiedere al Comune di residenza)
  • Patente (da richiedere alla Motorizzazione competente per territorio)
  • Passaporto (da richiedere in Questura)
  • Codice fiscale (da richiedere all’Agenzia delle Entrate)

Dovrai occuparti anche di aggiornare o rifare:

  • conto corrente bancario (o postale)
  • carta di credito, bancomat, postpay
  • Utenze (luce, acqua, gas, ecc.)
  • spid
  • ecc.

Per altri documenti, invece, non sei obbligato a rifarli, ma è opportuno rettificarli. Per esempio:

  • titoli di studio (laurea, diploma, ecc.) che sempre è utile rettificare per partecipare a un concorso o per cercare occupazione lavorativa
  • contratto di lavoro
  • tessere di iscrizione
  • ecc.

Quando richiedi il rilascio di un nuovo documento o l’aggiornamento di un contratto, dovrai utilizzare una copia del decreto prefettizio (e talvolta esibire l’originale). Ma ricordati di riportartelo sempre a casa.

Hai il diritto di cambiare tutti i documenti (a proprie spese) nel rispetto delle norme sulla privacy. Quindi hanno l’obbligo di rettificarli sia la Pubblica Amministrazione (ad esempio per la patente), sia i privati (ad esempio per un contratto di locazione).

Conseguenze sui diritti ereditari

I diritti ereditari di chi ha cambiato nome o cognome non subiscono nessuna conseguenza.

Il cambio nome o cognome riguarda il diritto all’identità personale, ma non pregiudica i diritti all’eredità.

Per esempio, ti parlerò del caso di un mio cliente che, con nome di fantasia, chiamerò Matteo. Per motivi eccezionali, abbiamo ottenuto dal Prefetto di Milano il cambio nome in Andrea. Il padre del mio cliente è deceduto qualche mese dopo il cambio nome del figlio. Nel testamento, aveva scritto “lascio la casa di via Manzoni a Milano a mio figlio Matteo”. In questo caso, non ci sono stati problemi ad accettare l’eredità, grazie al parallelismo dei dati di identificazione personale che abbiamo presentato al Notaio.

Conseguenze sul cambio cognome dei figli, se a cambiare cognome è il padre

Se il padre che ha figli cambia il cognome, si aprono 2 possibilità:

  • se i figli sono minorenni, il nuovo cognome del padre si trasmette in automatico ad essi. Questo significa che i figli non hanno possibilità di scelta e gli sarà attribuito il nuovo cognome scelto dal padre
  • se i figli sono maggiorenni, loro hanno 1 anno di tempo per presentarsi all’ufficio dello stato civile del Comune di nascita del figlio per dichiarare che vogliono mantenere il cognome precedente. Il periodo di 1 anno decorre da quando i figli hanno avuto conoscenza del cambio cognome del padre

11 – Quanto costa?

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L’istanza è in carta semplice (quindi gratis e senza marca da bollo) se si chiede il cambio cognome o nome perché:

  • ridicolo
  • vergognoso
  • rivelante l’origine naturale

Negli altri casi, all’istanza bisogna applicare:

  • 1 marca da bollo di 16,00 € sulla istanza di cambiamento del nome o del cognome
  • 1 marca da bollo di 16,00 € sul decreto del Prefetto che autorizza le affissioni
  • 1 marca da bollo di 16,00 € sul decreto definitivo di accoglimento

A queste spese dei bolli, vanno aggiunte le spese di spedizione di circa 5 euro ogni una per:

  • inoltro istanza alla Prefettura
  • richiesta affissione al comune di residenza
  • richiesta affissione al comune di nascita
  • trasmissione verbale affissione alla Prefettura

In totale, circa 70 euro.

Tuttavia, devi considerare che circa il 90 % delle istanze alla Prefettura sono rigettate e, contro il decreto di rigetto, è possibile solo un ricorso al TAR (Tribunale amministrativo regionale).

I costi per il ricorso al TAR sono:

  • spese processuali: 650 euro per contributo unificato
  • parcella avvocato: a partire da 1.500 euro (oltre accessori di legge)

Il consiglio, quindi, è quello di presentare già un’istanza alla Prefettura valida con l’assistenza di un professionista. Perché, anche avrai una spesa in più per la fase davanti alla Prefettura, avrai più possibilità dell’accoglimento dell’istanza senza necessità di impugnare al TAR, con spese molto maggiori.

APPROFONDIMENTI: Se vuoi avere maggiori informazioni sui costi, leggi l’altro mio articolo Costo cambio cognome: Perché da 0 euro a 3.000 euro?

12 – Quanto dura la procedura amministrativa?

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Di regola, il procedimento amministrativo deve essere concluso entro 120 giorni.

Tuttavia, se la Prefettura effettua una comunicazione ai sensi dell’art. 10-bis legge 241/90, il termine di 120 giorni sarà sospeso. Ricomincerà a decorrere 10 giorni dopo la presentazione delle osservazioni oppure, se non sono state presentate, dalla scadenza dei 10 giorni.

Non è possibile indicare in modo certo quanto durerà la procedura, perché dipenderà da tante varianti. Per esempio, la Prefettura può richiedere un particolare documento e, finché non lo otterrai da un altro Ente amministrativo oppure da un parente, la procedura resterà in piedi.

In via generale, si possono indicare questi tempi:

  • procedura prefettizia di rettificazione nome o cognome dura qualche mese, mediamente 4 mesi (ma questo termine è quello meno certo, perché può sospeso e nuovamente riavviato se il Prefetto ti chiederà osservazioni scritte)
  • richiesta di affissioni, mediamente 15 giorni
  • affissione, 30 giorni
  • richiesta relazione di affissione, mediamente 15 giorni
  • eventualmente, richiesta di integrazione documenti o audizione dell’interessato o di altre persone, mediamente 30 giorni
  • se richiesta, notifica del sunto agli interessati e trasmissione delle ricevute al Prefetto, mediamente 3 mesi
  • notifica del provvedimento conclusivo, mediamente 2 mesi

13 – Quali motivi utilizzare per chiedere il cambio nome o cognome?

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Come hai letto la procedura su come chiedere il cambio nome o cognome non è complicata. Ma come tutte le pratiche in Italia, la burocrazia è sempre presente:

  • stampa di documenti
  • acquisto di marche da bollo
  • fotocopie
  • spedizione di raccomandate al Prefetto e ai Comuni per le affissioni
  • altre raccomandate per produrre documenti o integrazioni
  • ecc.

La quasi totalità delle istanze al Prefetto sono rigettate perché i motivi sono stati ritenuti:

  • non eccezionali
  • non validi
  • irrilevanti
  • non provati
  • immotivati

Per cui, è fondamentale presentare istanza al Prefetto con validi motivi.

Se la domanda è rigettata dal Prefetto, non puoi presentarne una seconda. Ma devi impugnare il provvedimento di rigetto del Prefetto con un ricorso al TAR entro 60 giorni, con l’assistenza obbligatoria di un avvocato.

L’errore più frequente è quello di pensare “faccio tutto in autonomia, così risparmio i soldi dell’avvocato“. Il rischio, però, è quello di spendere molto di più se il Prefetto rigetta l’istanza ed è necessario nominare un avvocato dopo, per il ricorso al TAR (che ha un costo a partire da 1.300 euro, oltre le spese processuali).

Conclusioni su cambio cognome o nome

In questo articolo, hai imparato che è possibile chiedere il cambio cognome e cambio nome. Inoltre è possibile aggiungere un cognome e un nome, oppure modificare la virgola tra i cognomi.

Ti ho spiegato che è anche possibile presentare l’istanza al Prefetto in autonomia. Tuttavia, avrai capito che, in caso di rigetto dell’istanza al Prefetto, non potrai presentare una seconda istanza. L’unica soluzione sarà impugnare il provvedimento del Prefetto con un ricorso al TAR entro 60 giorni, in cui è obbligatorio avere l’assistenza di un avvocato (a un costo medio di 1.400 euro).

Il consiglio, è quello di richiedere l’assistenza di un avvocato già per la presentazione dell’istanza al Prefetto, per argomentare meglio l’istanza e allegare i documenti necessari e opportuni.

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  • modelli da far compilare per le dichiarazioni sostitutive, testimoniali e di assenso
  • suggerimenti strategici su come far compilare le dichiarazioni sostitutive, testimoniali e di assenso per rafforzare l’istanza
  • istruzioni pratiche e semplici su come inoltrare correttamente l’istanza alla Prefettura competente (tu dovrai solo stampare, firmare e spedire alla Prefettura)
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