In pochi sanno che una sentenza passata in giudicato può ancora essere impugnata.
La partita non è chiusa e la questione può essere rimessa in discussione.
Molte persone ritengono, erroneamente, che una sentenza definitiva – cioè irrevocabile perché passata in giudicato – non possa più essere messa in discussione, indipendentemente dall’ambito giuridico cui appartiene, sia esso civile, penale, amministrativo, contabile o tributario.
In realtà una sentenza passata in giudicato potrebbe essere ancora impugnata:
- In Italia, con particolari mezzi di impugnazioni previsti dal diritto interno italiano
- In ambito internazionale, con un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo (c.d. ricorso cedu)
Sono l’avvocato Gianluca Piemonte, iscritto all’albo degli avvocati cassazionisti, e mi occupo di ricorsi alla Corte europea per clienti residenti in ogni provincia in Italia e all’estero, dal momento che riceviamo contatti da tutta Europa.
In questo articolo ti parlerò dei mezzi per impugnare una sentenza che è passata in giudicato.
Per comprendere bene la questione è sempre opportuno fare qualche premessa di carattere generale che ti permetterà di comprendere più chiaramente.
Indice
1. Cosa significa “Sentenza Passaggio in Giudicato”

Una sentenza passata in giudicato è definitiva e irrevocabile, perché non può essere impugnata con mezzi ordinari (ad esempio in appello o in Cassazione).
Gli ordinamenti giuridici prevedono il passaggio in giudicato per tutelare l’interesse pubblico e garantire una certezza del diritto.
PER APPROFONDIMENTI leggi l’altro mio articolo su 8 info pratiche sul Passaggio in giudicato di una sentenza
2. Come impugnare una sentenza definitiva in Italia?

Come anticipato, però, anche una sentenza passata in giudicato può essere impugnata con particolari procedure nazionali e internazionali.
Tuttavia, occorre fare delle precisazioni.
È importante innanzitutto distinguere due situazioni diverse:
- Se si tratta di una sentenza di primo grado o di appello non ancora definitiva, è possibile proporre impugnazione ordinaria (appello o ricorso per Cassazione, a seconda del grado o della materia);
- Se invece la sentenza è divenuta definitiva (perché non impugnata nei termini o perché pronunciata dalla Cassazione), si può intervenire solo con rimedi straordinari, in base al tipo di processo (civile, penale, amministrativo, contabile o tributario).
A seguire ci soffermeremo ovviamente solo sui rimedi straordinari nei diversi rami del diritto.
3. Impugnazione sentenza definitiva in ambito CIVILE

Le sentenze civili della Corte di Cassazione passate in giudicato possono essere impugnate solo in casi eccezionali, attraverso rimedi straordinari:
- Opposizione di terzo che può essere proposta da chi non ha partecipato al processo, ma subisce un pregiudizio diretto dalla sentenza. È un rimedio residuale e poco utilizzato, riservato esclusivamente a soggetti estranei al giudizio
- Ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) che è il rimedio più utilizzato, soprattutto quando sono stati violati diritti fondamentali (es. art. 6 CEDU). Va proposto entro 4 mesi dalla notifica della sentenza, con l’assistenza di un avvocato esperto. Il procedimento è scritto e non richiede la presenza fisica a Strasburgo
- Revocazione straordinaria che è ammessa solo in presenza di errori materiali, di calcolo o di fatto, ai sensi degli artt. 391-bis e 395 c.p.c. I motivi più rilevanti sono il dolo, la falsità delle prove, la scoperta di nuovi documenti o il dolo del giudice. Si tratta di casi estremamente rari, che richiedono requisiti rigorosi. Tanti tentano questa strada credendo che sia l’ultima possibilità, dal momento che ignorano le conseguenze economiche in caso di rigetto e non conoscono la strada del ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo (c.d. ricorso cedu)
PER APPROFONDIMENTI: leggi l’altro mio articolo sui 10 modi per impugnare la sentenza civile della Corte di Cassazione
4. Impugnazione sentenza definitiva in ambito PENALE

Le sentenze penali della Corte di Cassazione, invece, possono essere impugnate solo attraverso i seguenti strumenti:
- Ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) che è il rimedio più frequentemente utilizzato per denunciare violazioni del giusto processo. Se accolto, può consentire anche la riapertura del processo penale. Deve essere presentato entro 4 mesi dalla notifica della sentenza definitiva, con l’assistenza di un avvocato esperto in ricorsi CEDU. La procedura è scritta e non richiede presenza fisica
- Revisione del processo penale (art. 630 c.p.p.) che è ammessa nei casi di errore giudiziario grave, prove false, nuove prove o contrasto tra sentenze. Include anche la revisione europea del processo penale, nei casi di condanna da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo per violazione di diritti fondamentali. È una delle poche ipotesi in cui è possibile rimettere in discussione anche una sentenza già eseguita
- Ricorso straordinario per errore materiale o di fatto che è utilizzabile solo in presenza di errori manifesti, percettivi o di trascrizione, privi di valutazioni giuridiche. È uno strumento raro e limitato
- Rescissione del giudicato (art. 629-bis c.p.p.) che può essere richiesta da chi è stato condannato in assenza e prova di non aver avuto conoscenza effettiva del processo. Mira a garantire il diritto alla difesa effettiva in caso di contumacia incolpevole
PER APPROFONDIMENTI puoi leggere il mio articolo con la GUIDA completa per il Ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo
5. Impugnazione sentenza definitiva in ambito TRIBUTARIO

Le sentenze passate in giudicato della Corte di Cassazione in materia tributaria possono essere impugnate solo con i seguenti strumenti:
- Ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) che è ammesso solo in casi eccezionali, poiché la semplice applicazione delle imposte non rientra automaticamente nella tutela della Convenzione. Il ricorso è infatti possibile nei seguenti casi: a) violazione del diritto a un equo processo (art. 6 CEDU), ad esempio in caso di procedimento assimilabile a quello penale; b) lesione sproporzionata del diritto di proprietà (art. 1 Protocollo n. 1 CEDU); c) assenza di rimedi giurisdizionali adeguati o violazioni gravi della riservatezza. Il ricorso deve essere presentato entro 4 mesi dalla notifica della sentenza, con l’assistenza di un avvocato esperto in ricorsi CEDU
- Revisione del processo tributario che è possibile richiederla nei seguenti casi: a) falsità di prove o documenti su cui la sentenza si è fondata; b) scoperta di nuove prove decisive non disponibili al momento del giudizio; c) errore di fatto evidente risultante dagli atti di causa
6. Impugnazione sentenza definitiva in ambito AMMINISTRATIVO e CONTABILE

Le sentenze passate in giudicato della Corte di Cassazione che sono state pronunciate a seguito di giudizio amministrativo del Consiglio di Stato sono impugnabili esclusivamente per questioni attinenti alla giurisdizione, mediante ricorso alle Sezioni Unite della stessa Cassazione.
Tuttavia, qualora la decisione comporti una violazione dei diritti fondamentali tutelati dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), resta aperta la possibilità di proporre un ricorso alla Corte europea di Strasburgo con il c.d. ricorso cedu.
PER APPROFONDIMENTI leggi l’articolo Come impugnare le sentenze del Consiglio di Stato: 7 info pratiche
Anche le sentenze contabili della Corte dei Conti passate in giudicato, oggetto di ricorso in Cassazione per questioni di giurisdizione, possono essere successivamente sottoposte al vaglio della Corte europea dei diritti dell’uomo, qualora emerga una violazione dei diritti fondamentali garantiti dalla CEDU.
PER APPROFONDIMENTI leggi l’articolo Come impugnare le sentenze della Corte dei Conti – GUIDA PRATICA
CONCLUSIONI sull’impugnazione delle sentenze passate in giudicato
Hai quindi scoperto che una sentenza passata in giudicato può ancora essere impugnata con procedimenti nazionali o internazionali.
Per esempio una sentenza civile della Corte di Cassazione passata in giudicato, se è affetta da errore di fatto, puoi impugnarla con una “revocazione straordinaria”. Diversamente la sentenza penale della Cassazione passata in giudicato affetta da errore di fatto puoi impugnarla con un “ricorso straordinario”.
Ma se non sussistono i requisiti specifici previsti dalla legge, resta ancora l’alternativa residuale di impugnare con un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che è possibile proporlo per un ventaglio di ipotesi maggiori e più ampie.
Sono un avvocato nel campo dei ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo e ho presentato moltissimi ricorsi alla Corte europea di Strasburgo.
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I nostri preventivi sono chiari e trasparenti (sia per la valutazione dei presupposti per ricorrere sia per l’eventuale scelta di ricorrere alla Corte europea).
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